Panoramica

Cenni Storici

 

Nonostante le varie ricerche effettuate presso il Comune di Castiglione di Sicilia e negli archivi della chiesa del  Sacro Cuore di Gesù di Solicchiata non è stato possibile trovare documenti sulle origine e lo sviluppo di questo piccolo centro.

            Non si trovano descrizioni sul toponimo Solicchiata,

diversi sono state le ipotesi formulate sull’origine del nome, Sole o Sol (cioè terra del sole), ma nessuna di esse tuttavia trova una spiegazione veramente credibile.

Secondo le mie fonti raccolte da testimonianze, di anziani del luogo che  portano a far pensare che il paesino prese vita, dopo il frazionamento degli ex feudi baronali e demaniali (fine del feudalesimo).

            Il centro del paese comincia a svilupparsi subito dopo, e verso la fine del 1800.

            Il motivo che spinse questi imprenditori (cosi possiamo definirli), a venir in questa zona è stata la grande richiesta di vino sul mercato verso la metà del 1800. Senza timore di essere smentiti, il luogo migliore in cui si produce vino, sia per il clima che per la posizione geografica , è proprio Solicchiata. Questo indusse tali persone, ad investire proprio in questa zona.

Le case erano pochi e sparse per la campagna, non c’ erano esercizi commerciali, quindi qualche contadino che poteva finanziariamente e voleva ogni tanto comprarsi qualche cosa a da mangiare o qualche vestito, doveva recarsi al paese vicino.

Allora non c’era nemmeno acqua potabile, i proprietari nelle località di campagna costruivano grandi cisterne, cosi tante persone potevano andare là a prendere un po’ d’acqua, con una brocca di terracotta chiamato “ Bummulu “ o con un barile di legno che pesava quanto l’acqua. Per lavare la biancheria, le donne dovevano andare al fiume Alcantara, che e distante  quattro chilometri da Solicchiata e portandosi sulle spalle la biancheria.

La corrente elettrica non esisteva fino a primi del novecento le case erano illuminate con il lume a petrolio, o a delà (legno ricavato all’interno della corteccia dai pini), e quindi per passare da una stanza all’altra si doveva portare con se il lume.

            Per trasportare i materiali o le attrezzature si servivano dei carretti, oppure dai muli, o asini.

La storia, ci descrive che quasi tutte le campagne del meridione siano state  fatte solo dai ricchi e dai nobili, dai loro soprusi e dalle loro angherie.